Il sindaco Lanzara accusato di sessismo: «Maschilista? Tutti conoscono il mio pensiero”

Galeotto fu il post sulle panchine Smart. È stata infatti una frase pubblicata su facebook dal sindaco, Giuseppe Lanzara, a far piovere su di lui l’accusa di sessismo. «Nell’attesa degli autobus a Pontecagnano Faiano – ha scritto il primo cittadino riferendosi alle nuove panchine inaugurate – gli studenti potranno ricaricare il cellulare, i lavoratori potranno collegare i loro pc e le donne scaldare i biberon».

Una conclusione non gradita a molti cittadini, che hanno criticato duramente la scelta linguistica di Lanzara. Duro il commento del circolo locale di Possibile: «Quando supereremo questa concezione maschilista della donna e il modo stereotipato con cui si cerca di rappresentare la società? Nella Pontecagnano Faiano del 2023 vorremmo un* Sindac* che scrivesse: i nonni possono ricaricare i cellulari, le lavoratrici possono collegare i pc e i padri possono riscaldare i biberon».

«Gli stereotipi – è il commento dell’ex assessore alle Politiche Sociali Lucia Zoccoli – sono duri a morire». «Bella la panchina – scrive Mary in calce al post del sindaco – ma l’uso della lingua è importante, sia nella scelta dei termini sia in ciò che si sceglie di comunicare. Il sessismo va combattuto in ogni piccolo gesto quotidiano sindaco, mi auguro che nelle prossime comunicazioni ci sia maggiore attenzione».

Lanzara, dal canto suo, ha risposto direttamente alle accuse: «Tutti conoscono il mio pensiero: le Donne sono il motore del mondo e sono sempre un passo avanti a noi uomini. Non credo di dover spiegare che scaldare il biberon va a rispondere all’esigenza dei genitori che viaggiano coi mezzi pubblici e che per “lavoratori” si intendono sia uomini che donne».  In un altro post il primo cittadino ha rincarato la dose: «Quando i miei bambini erano più piccoli scaldavo il biberon, ora che sono cresciuti la mia specialità è fare la spremuta d’arancia; frutta rigorosamente del nostro territorio. Mi diverte “servire” mia moglie e i miei figli, questo mi rende felice. Mi piacerebbe avere più tempo da dedicare loro».

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