Quattro scrittori per «Primavera Einaudi»: domani si apre con Valeria Parrella

Poker di scrittori per «Primavera Einaudi», rassegna culturale organizzata dalla Fondazione Picentia in collaborazione con la casa editrice torinese al via domani. Un sodalizio riconfermato dopo i tre incontri tenutisi da ottobre a dicembre 2021 (Gianni Solla, Diego De Silva e Viola Ardone gli ospiti di «Autunno Einaudi») che porterà nella sala conferenze della Fondazione Picentia in via Aldo Moro a Pontecagnano Faiano quattro grandi autori del sud come Valeria Parrella, Mariolina Venezia, Giancarlo Visitilli e Isaia Sales.

Ad aprire le danze domani alle 19 Valeria Parrella, che presenterà il suo «Almarina» (finalista al Premio Strega 2020), incentrato sull’incontro nel carcere minorile di Nisida fra un’insegnante ed una ragazza romena di sedici anni con alle spalle una storia di violenza familiare. Un romanzo in cui Valeria Parrella, che dialogherà con la giornalista Giovanna Di Giorgio, racconta la libertà di due solitudini pronte a rimettersi in gioco. A seguire, venerdì 1 aprile, toccherà a Mariolina Venezia, che presenterà «Eccheccavolo. Il mondo secondo Imma Tataranni».

Nel nuovo capitolo della saga dedicata alla Pm più famosa del piccolo schermo non c’è nessun caso da scoprire: ad emergere, questa volta, è la visione del mondo di Imma Tataranni, raccolta in una serie di «leggi immaginarie, decreti e piccoli editti» sui quali costruisce la sua società ideale. Venerdì 22 aprile, invece, sarà la volta di Giancarlo Visitilli con il suo «E la Felicità Prof?», storia di un giovane insegnante di lettere che racconta la scuola dal punto di vista degli alunni di una classe nell’anno della maturità. «Adolescenti disillusi ma non arresi, che chiedono agli adulti di crederci ancora» e che, grazie al confronto costante con il loro professore, saranno invogliati a cercare la loro felicità. A chiudere la rassegna, venerdì 20 maggio, Isaia Sales, che presenterà «La Fontana Rotta» (ripubblicato pochi mesi fa da Einaudi) dell’antropologo Thomas Belmonte, scomparso nel 1995 all’età di 49 anni.

Il suo libro è il racconto dell’indagine compiuta nella primavera del 1974, quando appena ventottenne decide di trasferirsi in un basso napoletano per indagare la vita nei quartieri poveri della città. Un piccolo gioiello divenuto un testo di culto e fonte di ispirazione per tutta una generazione di studiosi.

«Ripartiamo con entusiasmo» sottolinea il presidente della Fondazione Picentia, Giuseppe Bisogno: «Mettere al centro la cultura è una delle nostre mission fondamentali e primavera Einaudi rappresenta l’occasione per aprire i nostri spazi al confronto ed alla condivisione».

«Con Primavera Einaudi consolidiamo il rapporto con la Fondazione Picentia e con il territorio che ci ospita» aggiunge Claudio Bartiromo di Einaudi: «Dopo due anni di covid ognuno di noi deve fare il possibile per creare occasioni di scambio e di dialogo culturale. Nel nostro piccolo ci stiamo provando e porteremo avanti tutte le azioni necessarie per fare in modo che questi eventi siano un appuntamento fisso».

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